PRIMI SEGNI DI COMUNITA’ CRISTIANA NEL SIRACUSANO

di Paolo Oliva

PRIMA PARTE

Siracusa-Catacombe-segni

Simboli Cristiani

L’ambientazione: il bacino del mediterraneo
Le prime comunità cristiane sono sorte dopo che gli apostoli hanno iniziato la predicazione del vangelo. L’opera degli apostoli, come c’indica il vangelo e gli Atti degli Apostoli, iniziò subito dopo l’ascesa in cielo di Gesù Cristo, in un periodo molto fortunato, perché nel 1° secolo dell’era cristiana, l’Impero Romano si avviava rapidamente al massimo del suo splendore e nel giro di pochi altri secoli raggiungeva il massimo della floridezza e la massima estensione territoriale. L’impero romano comprendeva tutte le terre allora conosciute, la sua espansione si arrestò, solo per problemi geografici, di fronte agli oceani sconosciuti e misteriosi per allora e alle sterminate regioni desertiche. Questo grande impero se per ragioni politico-militari era romano, culturalmente era però greco, il greco era la lingua più parlata in quel periodo (un po’ come lo è oggi la lingua inglese) diventando la lingua internazionale del tempo. L’asse portante dell’ambiente che si tenta di ricercare è basato e ruota storicamente attorno all’Impero Romano.

nave romana

L’importanza delle strade e dei porti
I primi segni storici del cristianesimo si svolsero e si trovano naturalmente in Palestina, che a quel tempo era stata già conquistata dai romani ed aggregata alla provincia della Siria. Un’imponente rete stradale congiungeva tutte le località più lontane dell’impero a Roma, la sua pulsante capitale. Questa imponente rete stradale oltre che ad avere scopi prettamente militari, serviva principalmente a mantenere l’ordine all’interno dell’immenso impero e quindi doveva favorire lo spostamento rapido d’uomini, mezzi e materiali in tempi relativamente più brevi possibili all’interno del suo territorio. Queste grandi vie di comunicazione favorirono anche i viaggi, gli spostamenti di merci e delle ideologie ed ebbero perciò una parte determinante nella storia dello sviluppo commerciale e culturale dei popoli. Anche Siracusa in quel periodo, superata la crisi della conquista romana del 212 A., che la vide declassata a provincia romana, viveva un suo secondo momento di gloria, di floridezza e pulsava sicuramente di commerci, di artisti, di nuove costruzioni. Basti pensare che dopo il 1° secolo si sentì la necessità di costruire un nuovo “contenitore culturale”, come si direbbe oggi, si costruì l’Anfiteatro Romano, un’opera imponente che poteva contenere oltre a 15.000 spettatori, fu poi rimaneggiato ed adattato alle esigenze dei conquistatori, il Teatro Greco; furono costruiti edifici pubblici (il cosiddetto Ginnasio Romano, le Terme ) e poi case patrizie, fortilizi e tanti altri edifici oggi andati perduti. E’ anche indicativo che la Sicilia e principalmente Siracusa diventarono una sorta di località di villeggiatura, di svago per i romani, lontano dalla caotica capitale dell’impero. Siracusa e il suo territorio diventò sede di costruzioni di nobili romani, di sontuose ville di cui oggi si trovano tracce ovunque.
Le strade romanizzate in Sicilia furono ampliate e consolidate, furono creati nuovi ponti e guadi più sicuri per l’attraversamento dei fiumi com’era prassi consolidata ed abitudine dei romani. Quasi spontaneamente si rese necessario creare un consistente numero di centri di sosta per la notte, cambio cavalli, rifornimento di viveri ed acqua, che oggi chiameremmo “aree di servizio”. Nel tempo poi queste aree di sosta diventarono veri e propri villaggi che poi dettero inizio alla costruzione di veri e propri paesi. Molte tracce di questi segmenti stradali sono pervenute a noi. Da un loro attento esame si può capire che furono realizzate con grande impegno d’ingegneria e impiego d’uomini e mezzi. Tre erano le principali arterie di allora che possiamo chiamare litoranee e che collegavano i tre capi dell’isola. Una collegava Messina con il Lilibeo, una zona vicino l’attuale Marsala, ed era chiamata “La Valeria”, l’altra collegava sempre Messina a Siracusa ed era chiamata via “Pompeia” ed infine la Siracusa- Lilibeo, chiamata via “Selinuntina”. Nella stessa zona del siracusano la viabilità per l’epoca era molto fitta. Per grandi linee, senza scendere nei particolari, esisteva già in epoca greca la Via Elorina che portava da Siracusa a Helorus e proseguiva verso Porto Pachynum e Scalo Mandrie. fino a Camarina. Una via portava ad Acrae (Palazzolo). E’ risaputo poi che tutti i mausolei o steli in onore di personaggi illustri o a ricordo d’eventi importanti erano posti e costruiti lungo assi viari principali affinché potessero essere ammirati, ricordati ed onorati dai cittadini. Pertanto una strada congiungeva Acrae con Netum e passava da zona “Aguglia”, un’altra strada doveva scendere da Acrae verso Herbesso( Sortino) e Megara Iblea, un’altra da Acrae e Siracusa passante per l’attuale Canicattini. Un’altra ancora univa Siracusa ed Heloro passante per la zona detta “La Pizzuta” Esistevano poi una miriade di strade secondarie, “trazzere”, mulattiere, sentieri che congiungevano i paesi minori e i sobborghi, le case di villeggiatura romane.
Per i porti e gli approdi Siracusa ed il suo territorio, che comprendeva anche l’attuale provincia di Ragusa, era sicuramente privilegiata. Oltre a quelli tradizionalmente conosciuti di Megara Hyblaea, Eloro, Camerina e naturalmente Siracusa con i suoi porti: quello grande e quello piccolo chiamato Lakkios, nonché una miriade di approdi minori attivi in questo periodo. Nell’attuale baia di Santa Panagia esisteva uno scalo chiamato “Trogilo”. All’interno del porto grande doveva esistere un approdo in zona baia delle Carrozze (Massolivieri). Seguendo la costa verso sud incontriamo il porto vicino un borgo greco-romano nell’attuale zona dell’Arenella. Poi ancora zona Punta del Corvo, Punta del Cane, Capo Ognina, Borgellusa (Avola), Vendicari, Morghella, Cugni di Calafarina, Salo Mandrie ( Portopalo) ed altri ancora fra cui Porto Ulisse, Kaukana e Apolline in zona Marza.

Siracusa-Catacombe-dis

E’ chiaro che in questa situazione siracusana, veramente invidiabile rispetto ad altre città siciliane, è da ritenere, senza titolo di smentita, che l’evangelizzazione cristiana arrivò molto presto. A Siracusa toccò il compito e la sorte di accogliere questa nuova religione prima fra le altre città sia italiane che europee. Non può essere diversamente interpretata la presenza di ben tre imponenti cimiteri catacombali alla periferia della città e la miriade di cimiteri minori sparsi nel suo interland fra Lentini ed Augusta, fra Noto e Pachino (la Cittadella), per non parlare poi dell’altipiano Ibleo e tutto il ragusano.
simboli-cristiani_1sr.jpg

Fine della prima parte

Articolo di Paolo Oliva 2007 – Tutti i diritti riservati

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2 pensieri riguardo “PRIMI SEGNI DI COMUNITA’ CRISTIANA NEL SIRACUSANO

  1. salve
    volevo un informazione sui simboli presenti nella prima immagine, mi capitato di trovarne uno che dovrebbe raffigurare il nome dell’Apostolo Tommaso, in particolare sarebbero rappresentati la lancia e la squadra, sapreste aiutarmi???

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