Il mito di Eracle: l’uomo, l’eroe, il divino

di Giovanni Oliva

eracle

Diodoro Siculo – IV 23, 4 – Poi giunse a Siracusa:

“Mentre Eracle girava la Sicilia, giunse a Siracusa e, nell’apprendere cosa raccontava il mito circa il rapimento di Kore, egli offrì sacrifici a entrambe le dee, Persefone e Demetra con magnificenza, scegliendo il più bel toro della sua mandria e gettandolo nella fonte Cyane, e ordinò al popolo del luogo di sacrificare ogni anno a Kore e di condurre alla fonte Ciane una processione festiva e un ricco sacrificio.”

Heracles Papyrus (Oxford, Sackler Library) - Un frammento del 3° secolo di unmanoscritto greco sul poema delle 12 fatiche di Eracle conservato alla libreria Sackler di Oxford

Il brano dell’arrivo di Eracle,il più famoso tra gli eroi greci, a Siracusa è riferito dalla tradizione di Diodoro Siculo. Questa rappresenta una delle tante leggende del passaggio di Eracle attraverso l’Italia e la Sicilia e delle sue mirabili avventure, le 12 fatiche di Eracle, compiute lungo quella che viene chiamata “la via Heraclea”.

Ma chi era Eracle e quel’è l’aspetto esoterico e simbolico codificato dagli antichi greci nel racconto mitologico?

Athena_Herakles

Eracle, il grande iniziato

La figura di Eracle, Ercole per i Romani, è molto complessa e spesso ha creato una molteplicità di interpretazioni fra gli storici e ricercatori. La vita di questo eroe è avvolta dal un alone di mistero e il destino finale, morte e ascesa all’olimpo, rappresenta una vicenda(?) che va oltre il racconto (narrazione) moraleggiante e mitologica.
Secondo il mito Eracle, era figlio di Alcmena, donna mortale moglie di Anfitrione, e di Zeus, capo supremo degli dei e del destino degli uomini. Il suo nome significa “la Gloria di Era”, ma la dea Era, moglie di Zeus (Era è la dea Giunone per i Romani) fu molto ostile con Eracle e in un certo senso fù anche la causa di tutte la sue disavventure.
La doppia natura umana-divina di Eracle lo rende uno dei personaggi mitologici che incarna le sofferenze umane e attraverso le espiazioni, rappresentate dalle 12 fatiche, tende al raggiungimento dell’essere perfetto e divino.
Eracle svolge quindi il ruolo del discepolo-eroe che attraverso alcuni compi di carattere simbolico sottomette la natura alla sua volontà.

le dodici fatiche di Eracle
La virtù di un eroe

La ferma volontà e la grande forza fisica di Eracle costituirono un modello per tutto il mondo antico. La virtù che esso incarna furono rappresentate sia nella pittura vascolare greco-romana che nelle rappresentazioni artistiche di pittori e scultori di tutti i tempi. È importante però sottolineare che la virtù di Eracle non è da intendersi come virtù in senso cristiano. Egli infatti non è un redentore o un santo, e neppure l’avatar (un’incarnazione) di un dio, nel senso cristiano del termine. Ma è i intesa come virtù eroica, è il modello della figura del “grande iniziato ai misteri”. Infatti, come abbiamo visto, il culto di Eracle è associato alle dee Demetra e Kore e ai misteri di Eleusi, che ebbero una grande influenza sulla vita spirituale della Grecia antica e di Roma.
Le imprese e le avversità che l’eroe deve affrontare vanno intese sia come una metafora della vita, sia con una valenza simbolica.

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I simboli: la clava e la pelle di leone

I simboli distintivi di Eracle sono la clava e la pelle del leone di Nemea. Si racconta che nella prima giovinezza, sradicò un olivo selvatico per farsene una clava e che dopo l’uccisione del pericoloso leone di Nemea (la prima fatica da lui affrontata), lo scuoiò e dalla pelle, ritenuta indistruttibile, ne ricavò un mantello ed usò la testa dell’animale come elmo. Dal punto di vista simbolico questo sta ad indicare ch’egli si fa dominatore della natura (sia del monto animale che del mondo vegetale) da cui ne trae la sua forza e linfa vitale per proseguire verso il destino immutabile e affrontare le sovrumane imprese. Le altre armi utilizzate per sconfiggete i suoi nemici sono l’arco e la freccia.
Il Dodekaethlos: ovvero le mitiche dodici “fatiche” da lui compiute durante il peregrinare tra il mondo degli inferi e quello umano rappresentano un vero e proprio percorso iniziatico di morte simbolica e rinascita.

vaso

L’apoteosi: dagli inferi all’Olimpo

La narrazione degli ultime eventi che coinvolgono la vita dell’eroe sono notevole importanza e significativi per inquadrare la figura del mito nel suo aspetto allegorico-simbolico.
Si racconta che prima che tornasse impazzito dall’ultimo viaggio nell’oltretomba, Eracle aveva sposato la bella vergine-guerriera Deianira, figlia del re Oneo. Eracle aveva difeso Deianira dal tentativo del centauro Nesso di violentarla. Ma in procinto di morte il centauro, colpito da una freccia dell’eroe, decise di vendicarsi; disse a Deianira che il suo sangue aveva poteri magici: se fosse stato usato per impregnare la tunica di Eracle, costui , una volta indossato l’indumento, non avrebbe potuto amare che Deianira. Eracle poi si invaghi di Jole, figlia del re Eurito, e ripudiò Deianira; questa, memore dell’incantesimo promesso da Nesso, donò al perduto amato la fatale tunica, nel tentativo di trattenerlo accanto a sé. Il sangue infetto del centauro ebbe effetti devastanti sul corpo dell’eroe. Così impossibilito a togliersi di dosso la tunica avvelenata comprese che la sua fine era ormai giunta e che da vero eroe un solo gesto gli era consentito fare: immolare se stesso e il suo atroce dolore nel fuoco sacro e purificatore. Con l’aiuto di Filottete, un altro eroe minore della mitologia greca fù costruita una pira sul monte Oeta e lì venne immolato. Mentre il fuoco ardeva,però, improvvisamente il cielo si aprì e comparve Atene con il suo carro,che accolse l’eroe, conducendolo sull’ Olimpo secondo la volontà di Zeus. Là visse con gli dei immortali e riconciliatosi con Era, gli fu dato in sposo ad Ebe (figlia di Era) dea della giovinezza. Eracle ricevette così il dono dell’eterna giovinezza. Infatti Eracle è l’unico eroe greco a cui non è stato attribuito un luogo di sepoltura, e i culti in suo onore venivano celebrati contemporaneamente in tutte le località.
Il cammino simbolico-spirituale dell’eroe di completa con la sua ascesa al celo e la sua collocazione nella volta celeste brillando nella costellazione a lui dedicata e chiamata dagli astrologi l’inginocchiato. Attraverso l’archetipo del mito di Eracle viene trasmessa un’antica saggezza che ha i suoi punti focali nella forza, virtù, altruismo, giustizia.

The Cattle of Geryon

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2 pensieri riguardo “Il mito di Eracle: l’uomo, l’eroe, il divino

  1. ciao, bellissimo sito e bellissimo articolo. complimenti! vorrei sapere per favore i nomi delle opere che rappresentano Eracle e le fatiche qui riportati. Dovrei fare una ricerca e mi sarebbero molto utili queste immagini. grazie

  2. ciao Giovanni e grazie per questo racconto illuminante del mito di Ercole
    mi piacerebbe saperne di piu’ su questo aspetto di ‘discepolo-eroe che sottomette la natura (Natura?) alla sua volonta”….
    un sorriso

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